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FORMATI E FORMERAI: IMPEGNARSI A DIVENTARE FORMATORE!

DALL’AMORE PER LE ROSE BLU ALLA VOGLIA DI PREPARARE E FAR INNAMORARE CHI LE INCONTRERA’!

BRESCIA – 27 e 28 Febbraio 2016: tredici volontari del Giardino partecipano al corso di formazione per i formatori. Benvenuti NUOVI FORMATORI del nord Italia che avete deciso di mettervi al servizio delle persone  che si avvicinano all’esperienza di Gornja Bistra e quindi alla Fondazione.

Perché questa decisione? La motivazione è condivisa.. da nord a sud, passando per il centro! #labellezzadiappartenere
febbraio B“Sono anni che vado a Gornja, anzi a Bistra ma per tutti è Gornja, e nei vari campi permanenti che ho fatto ho sempre trovato una, due o più persone alla prima esperienza.

Ricordo molto bene la mia prima volta. Ebbi una reazione negativa, mi rattristai molto, non riuscivo a vedere il lato positivo della situazione. Ero arrabbiato con le infermiere, con i dottori e anche con l’ultimo degli inservienti. Ero arrabbiato perché continuavo a chiedermi come mai, perché esistesse un posto del genere, perché dei bambini erano costretti a stare a letto anziché giocare e divertirsi, perché e perché.. insomma mi sono posto un sacco di perché. Poi uno di loro mi ha guardato con uno sguardo particolare come a dire “vie qua e annamose a fa’ un giro su!” (posso assicurare che lo sguardo l’ho recepito in dialetto) mi ha letteralmente rapito, mi ha sbloccato da questa fase dei “perché” e ho iniziato a sentirmi coinvolto. Ho cominciato a vedere quanta gioia provassero i bambini nel giocare con i volontari, nel fare con loro una passeggiata per non parlare poi dei sorrisi che riescono a regalarti quando gli fai una carezza, insomma queste cose che non sono facili da descrivere a parole, mi hanno fatto scordare tutto.

So di non essere l’unico a vedere Gornja come un posto pieno di gioia e di STUPENDI sorrisi.

Vorrei riuscire a trasmettere alle persone che non sono mai venute un’ottica più allegra dell’ospedale e far vedere quel lato positivo che io ho trovato con quello sguardo. Mi piacerebbe che le persone andassero lì con la consapevolezza che sì, è un posto difficile, ma è anche e soprattutto un posto speciale dove ognuno di noi può cambiare la giornata di uno di loro e loro la nostra vita…”

Edo

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