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Campo invernale

Si è svolta dal 27 dicembre al 7 gennaio la IX edizione del tradizionale campo invernale “Sarajevo un inverno che non finisce mai”, che dall’inverno del 2008, in maniera continuativa, viene proposto e vissuto nei territori della Bosnia Erzegovina da parte dei volontari della Fondazione. Come ogni anno, scopo e obiettivo dell’iniziativa è quello di essere presenti territorialmente in tutto il Paese della Bosnia Erzegovina; il campo prevede, infatti, una permanenza nella regione dell’Erzegovina dove i volontari risiedono a Medjugorje e fanno servizio presso la casa per anziani di Domanovici, che la Fondazione cura e segue da tanti anni, e dove tradizionalmente si organizza una gioiosa festa di Capodanno con gli anziani. I volontari sono stati molto attenti anche a seguire le famiglie del ponte del sorriso che vivono in estrema povertà in quella zona. Spostandosi di soli 40 km, i volontari hanno raggiunto Solin, in Croazia, per prestare servizio in una casa per disabili gestita dalle suore “Ancelle per Gesù bambino” di Sarajevo.

La seconda parte del campo si è svolta invece nella regione della Bosnia, dove i volontari hanno organizzato per il 2 gennaio la tradizionale festa per i bambini del villaggio di Cerska e hanno allestito un mercatino dove le famiglie hanno potuto prendere beni di prima necessità. Nei giorni successivi i volontari si sono spostati su Sarajevo dove hanno fatto servizio nella casa di Bakovii, una struttura che ospita circa 500 persone affette da malattie psichiatriche, e all’ospedale di Drin, realtà che la Fondazione segue da molti anni.

La novità di quest’anno è stato il servizio svolto presso il carcere di Sarajevo, nella sede distaccata di Igman, dove i volontari, coordinati da Don Ermanno, hanno proposto e realizzato il progetto “Ora d’aria” che è uno dei 26 progetti che la fondazione porta avanti anche in Italia e consiste in un cineforum che prevede la visione di un film e una discussione successiva. Don Ermanno ha affrontato con il gruppo dei detenuti alcune tematiche importanti quali quelle dell’amore, dell’amicizia, della giustizia e della pace. L’iniziativa ha riscosso molto successo ed è stata molto apprezzata anche perché il Giardino delle Rose Blu è il primo ente di volontariato che entra in un carcere della Bosnia Erzegovina. Mentre Don Ermanno era impegnato in questa attività, un gruppo di volontari ha realizzato una ludoteca, uno spazio gioco, all’interno della grande scuola colloqui, per garantire ai figli e ai nipoti dei detenuti un ambiente sano dove poter giocare quando gli adulti affrontano colloqui che toccano spesso tematiche poco adatte ad essere ascoltate dai bambini. Giornali, televisioni e tutte le autorità si sono complimentate per il lavoro svolto e così si è inaugurata una nuova collaborazione: in anteprima possiamo dire che molto probabilmente i detenuti di questo carcere produrranno dei braccialetti che rappresenteranno i gadget per la prossima giornata di sensibilizzazione “La Rosa Blu” del 1 novembre 2017.

Ascoltiamo ora la testimonianza di Filip Blaži, che da anni partecipa fedelmente ai campi di volontariato estivi e invernali della Fondazione contribuendo anche alla loro organizzazione.

“Come già da tanti anni, fine dicembre per me significava l’inizio del campo invernale.
La nostra prima tappa è stata Medjugorje, le giornate erano piene di diversi programmi, come le visite alle famiglie del Ponte del Sorriso, l’animazione nel centro per gli anziani di Domanovici e tanti altri.
Dopo la festa dell’anno nuovo nuovo siamo andati verso il centro della Bosnia. Dopo una giornata intensa di festa per i bambini della scuola di Cerska e la visita delle famiglie di questo villaggio, siamo partiti verso Sarajevo.
A Sarajevo abbiamo iniziato da quest’anno abbiamo una nuova attività di cineforum per i detenuti del carcere di Sarajevo. Oltre a ciò, nella prigione abbiamo anche arredato una stanza per i bambini che vengono a visitare i propri genitori. A Sarajevo abbiamo anche visitato le famiglie e i centri di Drin e Bakovići.
Posso dire di essere molto sodisfatto di come è andato questo campo.
Gli organizzatori sono stati molto bravi a gestire tutto, ma anche i volontari bosniaco-croati e Italiani hanno fatto un lavoro bellissimo. Stiamo sempre cercando di migliorare l’esperienza del campo invernale e speriamo di vedere anche voi come partecipanti l’anno prossimo.”

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