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SARAJEVO UN’INVERNO CHE NON FINISCE

UN INVERNO MAI FINITO…siamo partiti la notte del 27 Dicembre per l’esperienza del campo invernale che ogni anno il giardino delle rose blu, ma soprattutto i volontari organizzano. Dopo ore e ore di viaggio siamo arrivati Medjugorje dove ci siamo sistemati in un piccolo albergo. Il mattino seguente ci siamo divisi in due gruppi ; il primo è andato a Domanovici , una struttura per anziani, a portare un po’ di animazione con canti e palloncini. Il secondo si è occupato delle famiglie del “Ponte Del Sorriso” (è un progetto di sostegno a distanza per famiglie bosniache e croate).
Dato che si stava avvicinando il 31 Dicembre, tutti insieme abbiamo organizzato una fantastica cena per tutti i pazienti del centro di Domanovici , dopo aver mangiato e cantato,siamo partiti per festeggiare lo scoccare della mezzanotte in una struttura a pochi passi da noi. Il mattino seguente sveglia presto,per concludere i nostri quattro giorni di servizio a Medjugorje con una messa per gli anziani della struttura. Salutati tutti siamo partiti per Mostar, più che altro da visitatori. Mostar è stata una delle tante città bombardate della ex Jugoslavia. Trascorsa questa giornata tra passeggiate e burek (un piatto tipico bosniaco) ci siamo messi in viaggio per la fantastica Sarajevo. Mai vista una città così affascinante e nello stesso tempo così triste. Arrivati ci siamo sistemati da Edo e la sua famiglia che da anni ospitano i volontari del Giardino in Bosnia.
UN-INVERNO-MAI-FINITO2Il giorno seguente ci siamo divisi in tre gruppi. Il primo gruppo seguito dalla fantastica Jenny (una signora che da anni collabora con l’associazione riguardo al ponte del sorriso) è andato a visitare le famiglie,facendo i vari report sulle loro situazioni,valutando su cosa bisognava intervenire. Il secondo e il terzo gruppo si è diviso tra Bakovici e Drin,due strutture di accoglienza ben diverse tra loro. La prima ospita pazienti psichiatrici, la maggior parte affetti da trauma post bellico. Drin invece è un centro diviso in tanti reparti che accoglie anziani, ragazzi e bambini allettati.
Durante la permanenza a Sarajevo ci siamo alternati in questi gruppi e abbiamo avuto modo così di vivere tutte queste situazioni a 360 gradi. L’ultimo giorno si è concluso tra saluti, abbarcci e tanta malinconia. L’esperienza del campo invernale chiamata “un’inverno che non finisce” è straordinaria, un esplosione di sentimenti che ti avvolge e non ti lascia più andare. Mi sono innamorata di tutti quei luoghi, la stupenda Sarajevo, la spiritualità di Medjugorje e di quelle situazioni, il gruppo che si è creato,i sorrisi delle famiglie e dei bambini, persino del freddo.
Di questi dieci giorni ricordo ogni singolo momento, perchè un’esperienza cosi ti scolpisce dentro qualcosa di indelebile. Di tante cose belle, ovviamente c’è anche una parte di tristezza e sofferenza nelle condizioni in cui vivono queste famiglie,nei segni della guerra che si vedono e si percepiscono negli sguardi della gente che incontri.
Ma sommando tutto questo importa solo che tu sia li, mettendoti in gioco, buttandoti a capofitto, sapendo di ricevere più di quel che dai. Se stai leggendo questo articolo e pensi: “che bello, quasi quasi..” buttati!! Iscriviti e parti!! È un’esperienza fantastica che ti accende una piccola luce dentro che non riesci più a spegnere. Coraggio! Quest’anno si riparte e le date sono 27/12/2015 al 6/01/2016.

Una volta qualcuno disse: “UNO DEI PIU’ GRANDI SEGRETI DELLA VITA E’ CHE TUTTO QUELLO CHE VALE LA PENA DI FARE REALMENTE,E’ QUELLO CHE FACCIAMO PER GLI ALTRI”.

Una Volontaria

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