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Voci e racconti dal campo permanente

Vi propongo un bellissimo pensiero di una volontaria di Pisa, che ci ha scritto di ritorno dalla sua esperienza a Gornja nel campo permanente. Ringrazio di cuore il responsabile del progetto, Diego Fisogni, che mi costantemente mi fornisce questi pensieri e che è sempre iper efficiente nella gestione delle settimane del campo!

“Dai diamanti non nasce niente. Dal letame nascono i fiori”- Le Rose Blu!

Gornja è una realtà diversa da quelle che io ho visto e vissuto nell’arco della mia vita. E una realtà spettrale, abbandonata a se stessa, triste ed estremamente bella. Gornja è una realtà contraddittoria, a tanta sofferenza corrisponde tanta gioia, ad un clima di morte perenne corrisponde immensa voglia di vita. Questi angeli di Gornja sono per me anime speciali, anime intrappolate in corpi sbagliati, corpi che non si muovono e se lo fanno con molta fatica, corpi che non mangiano e spesso non vivono abbastanza. Sono apparentemente corpi morti! Ma ciò che rende vivi questi angeli è la loro anima, pura e semplice, un anima ricca di vita! Riescono ad entrare nel tuo cuore senza chiedere il permesso, riescono a farti sentire viva anche solo con uno sguardo, un gesto di affetto e la semplicità dei loro innocenti comportamenti.
Prima della partenza ho pensato tanto, ho riflettuto sulla mia vita, su chi sono e cosa avrei potuto dare o non dare a queste bellissime creature. Ci sono stati momenti nei quali non mi sono forse sentita all’altezza di intraprendere un viaggio che avrebbe sicuramente, non cambiato, ma modificato in qualche modo la mia vita. Prima di partire ho ricevuto una brutta notizia, la morte di una persona a me cara… Prima di lasciarci, questa persona ha sofferto molto, era un vegetale in un letto senza speranza.. Ed io non sono riuscita a dire o fare niente. Non sono uscite parole dalla mia bocca di fronte a quel letto, non una singola parola di affetto.. Tornata a casa ho riflettuto ancora una volta ed ero convinta di non voler partire, ero convinta di non poter dare abbastanza, convinta che Gornja avrebbe risvegliato in me vecchi ricordi dolorosi, vecchie ferite e tanti, forse troppi fantasmi che mi porto dietro. Ma la voglia di partire era tanta, la curiosità di cosa avrei visto e provato era immensa e così dopo aver fatto le valigie, aver lasciato a casa i pensieri, ho deciso di portare con me solo una cosa: il cuore.
Quel cuore ferito dai ricordi, quel cuore che pulsa ma spesso non riesci a sentirlo, perché troppo spesso ci immergiamo in questa squallida realtà, ricca di ipocrisia ed egoismo, che non lascia spazio alla purezza e all’ amore vero. L’emozione forse non ha voce, ma il mio cuore si, ed è proprio quando sono entrata in questo meraviglioso giardino e di fronte a me ho visto il primo dei tanti fiori speciali, Nina, ho sentito che il mio cuore ed io, finalmente eravamo nel posto giusto, al momento giusto! Nina come tanti altri fiori, mi hanno fatta sorridere, mi hanno fatta sentire viva, sono riusciti a farmi sentire utile. Ogni fiore mi ha lasciato qualcosa di estremamente bello e pulito, ricordi che porterò nel mio cuore.
Tanti sono i ricordi belli e allo stesso tempo tristi che mi porto dietro. Ricordi che mi hanno fatto pensare a quanto io sia fortunata, ad avere un corpo che riesce a nutrirsi senza bisogno di un sondino, un corpo che riesce a camminare da solo, riesce a parlare e soprattutto a respirare senza difficoltà.
Diamo per scontato tutto, sembra quasi di vivere in una monotonia perenne. Siamo abituati ad avere tutto senza fare alcun sforzo. Loro, invece, di sforzi ne fanno tanti, tutti i giorni. Si sforzano di vivere o sopravvivere? Lottano ogni minuto contro la morte e molti di loro si rendono conto della situazione nella quale si trovano. Questi fiori speciali a parer mio si rendono conto di essere diversi, si rendono conto, forse, che il loro è un giardino protetto, un giardino che va custodito e curato giorno dopo giorno. Un giardino protetto che lascia però speranza a chi entra e a chi esce. Molti li considerano persone non intelligenti, alcuni sono anche schifati, e altri sono così vigliacchi che preferiscono non vedere o sentir parlare di loro.
Io personalmente li reputo creature speciali, creature che amano la vita, amano la semplicità, si accontentano di essere portati nei soliti posti, lottano ogni giorno contro la malattia, si fanno voler bene senza alcun sforzo e riescono a farti passare ogni stanchezza fisica o mentale. Nonostante le loro debolezze, mancanze, difetti fisici e mentali loro “Sono essere umani che hanno il coraggio di essere umani” (a differenza nostra!). Ti svegli la mattina, stanca e addormentata, non hai voglia di fare colazione, l’unico pensiero che hai è quello di uscire di casa, percorrere quei pochi metri che dividono il tuo mondo dal loro, entrare dentro il giardino e indossare quello che sarà per tutta la giornata il tuo camice di speranza. Camice di speranza, perché in fondo in fondo, ogni mattina speri di poter lasciare qualcosa di bello a queste creature, soprattutto speri di tornare a casa la sera e come tu ricordi con piacere i vari momenti vissuti con loro, speri che anche loro si ricordino di te quando tornano in quel letto di sbarre, forse troppo alte per poter coccolare chi vi dorme dentro. Il camice di speranza aiuta, non solo i fiori di Gornja ma anche chi lo indossa. Ci ricorda sempre non perché siamo li (anche perché sono tante le motivazioni, a volte ci perdiamo in esse…) ma per chi siamo li!
Noi, piccoli custodi di Gornja, cerchiamo con le nostre difficoltà, i nostri cambiamenti di umore, le nostre paure e debolezze, non tanto di cambiare la loro vita o di migliorarla, ma cerchiamo di far dimenticare per quelle poche ore la condizione all’interno della quale queste creature vivono ogni giorno.
“La vita è semplice ma non è facile”. E stato semplice per me, entrare nelle camere, vedere persone malformate con disturbi mentali e osservare i loro atteggiamenti atipici, sentire puzzi nauseabondi, lavare quei corpi così magri e imperfetti, ed immergermi in un realtà così trasparente.. Non è stato semplice tornare in casetta, dopo un giorno di fatica e fingere che tutto andasse bene. E stato invece facile, fin dal primo istante avvicinarmi a questi splendidi fiori, facile è stato abbracciarli, accarezzarli, giocare con loro, parlare con loro e facile è stato amarli! Ciò che invece non è stato e non è tutt’ora facile è il ritorno a casa. Un ritorno di emozioni che ogni giorno attraversano la mia testa e il mio cuore. Un ritorno di pensieri, che mi riportano inevitabilmente, giorno e notte, in quel giardino dove ho lasciato una parte di me e del mio cuore.
Gornja è una realtà trasparente, non c’è finzione in ciò che vedi, non c’è egoismo in ciò che fai e non c’è incoerenza in ciò che vivi. E una realtà che si presenta per quello che è, con i suoi limiti e le sue imperfezioni. Una realtà imperfetta, ma è proprio per questa sua imperfezione che io la continuo ad ammirare ed amare. Ho amato ogni singolo istante che ho trascorso con loro, anche se molte volte, durante le mie giornate mi sono sentita sola. Mi è mancata la complicità del gruppo, sono mancate forse le parole e gesti di affetto. Mi è mancato avere un punto di riferimento, anche se erano presenti diverse persone, forse io non sono riuscita a trovare nessuno con il quale condividere a Gornja le mie emozioni e le mie sensazioni. Non tanto per “colpa” del gruppo ma forse perché di emozioni ne avevo tante e tirarle fuori tutte avrebbe comportato il mettere a nudo me stessa di fronte a sconosciuti. Noi per questi rari fiori siamo persone sconosciute, siamo estranei, che si immergono nella loro vita. Eppure, loro, ci sanno accogliere, ci sanno ospitare nel loro giardino, ci soccorrono con un sorriso quando noi siamo troppo tristi per capire quanto invece tutto questo sia meraviglioso. Per me loro sono l’imperfezione più perfetta che io abbia mai visto. Più erano imperfetti, magri, e malformati e più io li vedevo belli. Gornja ti insegna tante cose, è una lezione di vita che ti lascia una voragine aperta sulla quale riflettere ogni singolo giorno. La bellezza non è soggettiva, non esiste il bello o il brutto, esiste solo la bellezza dell’anima, e chi la possiede (come loro) sarà sempre visto come la creatura più bella che possa esistere. Ringrazio tutti coloro che lavorano per noi e per loro, ci donate una meravigliosa opportunità di conoscere il vero mondo, quello fatto di emozioni e sentimenti così forti che quando torni alla solita realtà vorresti subito scappar via. Grazie di cuore Gornja!

PS: NON HO RISCONTRATO NESSUN PROBLEMA IN CASETTA NE ALL’OSPEDALE.

Alex Talamona
Vice Presidente per il Nord d’Italia

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